Sono andato a Soyo in auto. 431 km la maggior parte dei quali su pista sterrata. Un’esperienza indimenticabile e meravigliosa. Ho viaggiato in una nuvola di farfalle che avvolgeva la macchina, sono stato in una foresta dove il verde era addirittura accecante, ho visto piante mai viste prima e persone che vivono in capanne di fango e rami d’albero e non hanno luce, acqua corrente e tutte quelle comodità alle quali siamo abituati. Ho visto che sorridevano e riuscivano ad essere felici in una condizione che a noi ci sembrerebbe insopportabile. Ho visto bambini entusiasmarsi quando si sono accorti che li fotografavo e che mi hanno circondato toccandomi come se fossi un extraterrestre e che continuavano a ridere ed a mostrare lo loro felicità per la visita inattesa. Ho fatto benzina ad un distributore, con tanto di insegna, con il benzinaio che mi riempiva il serbatoio con un boccione da 5 litri che gli manteneva in alto un ragazzino alto un cacio mentre lui la travasava, senza una pompa a mano od elettrica che fosse, ma semplicemente con il vecchio metodo di succhiarla da un tubo di gomma. Ho visto un fiume che sembrava il mare, il fiume Congo e massi in equilibrio su altri massi e mi sono chiesto come fosse possibile restassero in un equilibrio così precario. In tutta questa meraviglia ho visto anche tante cose meno belle, discariche a cielo aperto, sacchetti di plastica che incorniciano ogni metro di strada, gente che getta lattine, bottiglie di vetro e ed altro dai finestrini di autobus stracolmi che viaggiano a velocità impossibili su sterrati che farebbero paura anche al migliore pilota di rally. Ma tutto il brutto che ho visto non potrà mai superare la bellezza di tutto il resto. Lo rifarò e farò più foto.