Il valore delle scelte

La storia che sto per raccontarvi, che ho inventato di sana pianta, non vuole parlarvi delle pene d’amore di una povera donna o della spavalda propensione al tradimento del di lei marito. La storia vuole parlarvi delle scelte e del loro valore.

Sulla soglia dei cinquanta anni, s’incamminava verso la vecchiaia gravido di livore e di rimpianti. Tutto storto gli era andato. La vita non gli aveva riservato le emozioni, gli amori travolgenti quella libertà e quella “leggerezza” che lui desiderava. Aveva iniziato a lavorare presto, troppo presto, si era sposato presto, troppo presto, aveva avuto quattro figli, uno dietro l’altro, presto, troppo presto.

Oggi si ritrovava lì, con i figli grandi che per seguire la loro strada lo stavano lasciando solo, e con la moglie che conduceva una vita normale e scialba, troppo scialba. Aveva conosciuto poche donne, troppo poche, ed aveva imboccato una carriera che non era il suo sogno, dove lavorava con impegno e serietà, dove era apprezzato e benvoluto ma che non era il lavoro dei suoi sogni che erano distanti da quell’ambiente, troppo distanti.

Si scoprì inquieto, si scoprì depresso e non avendo altro sfogo se non sua moglie se la prese con lei accusandola di tutte le nefandezze possibili. Lei lo opprimeva, lo metteva continuamente all’angolo, lo incalzava. Lei ed i suoi vizi non gli avevano consentito di poter comprare una casa, lei e le sue fissazioni, il suo modo di spendere i soldi, di rapportarsi con i figli.

Questa rabbia, questo livore, da qualche parte doveva pur andare!

E così iniziò ad allontanarsi dalla sua compagna la quale a sua volta si allontanava da lui per cui, dopo qualche anno, erano così distanti da non riuscire ad ascoltarsi più.

Fu allora che a lui venne l’idea: “Devo riappropriarmi della mia vita!”. E per riappropriarsene decise di iniziare a fare tutte quelle cose che la scialba e banale vita matrimoniale gli aveva impedito.

Cominciò a curarsi, lui che si faceva crescere la barba a dismisura, a farsi bello, si dotò di amici osannanti e affettuosi, che non gli dessero mai torto e tutti fuori dalla cerchia delle amicizie consolidate, complici nelle marachelle ed anzi preziosi consiglieri per meglio architettarle, cercò nella letteratura tutto ciò che potesse sostenere la necessità di questo cambiamento e così si allontanò ancora di più dalla sua compagna di vita.

La moglie, d’altro canto, nel sentirsi allontanata si estraniava dalla vita di coppia sempre di più e, quando incontrò sul lavoro un simpatico e giovane collega, iniziò a nutrire per lui prima affetto e poi, con sua grande sorpresa anche amore. Ma il marito non le usciva dalla testa, non riusciva a liberarsene, era imprigionata dai loro momenti felici, dai figli e, perché no, dall’abitudine.

Quando si è condannati a 10 anni di galera sembra che la vita si fermi. Sembra che questi 10 anni non passeranno mai, sembrano assurdamente lunghi. Figurarsi lei che aveva sulle spalle 15 anni di matrimonio e 3 di fidanzamento. La sua relazione era addirittura maggiorenne!

Il marito, quel marito tanto distante, troppo distante, un giorno scoprì questa pseudo tresca a senso unico. Non gli parve vero. Finalmente aveva l’occasione di poter rovesciare sulla povera donna una dose maggiore di astio e di livore. Furono urla, piatti che volavano, confronto quasi fisico con la moglie. Per sua fortuna la povera donna riuscì a convincere il marito che non c’era stato veramente nulla tra lei ed il giovane collega ed il marito, benché ferito nella sua virile gelosia passò sopra l’accaduto. Oddio, non proprio, le fece vivere un anno d’inferno ma, al termine di esso diede l’impressione che le cose fossero tornate al loro posto.

La povera donna, invece, restò colpita dalle parole di fuoco che il marito le aveva rivolto in una notte da resa dei conti e, principalmente, rimase colpita da una affermazione del suo compagno nella quale lui si professava quello che non aveva neanche mai pensato di tradire la moglie. Sopravvennero spaventosi sensi di colpa e, paradossalmente e come per magia, l’antica fiamma dell’amore per il marito ritornò ad ardere nel suo cuore e promise segretamente a lui ma principalmente a sé stessa che mai più sarebbe accaduta una cosa del genere. Il marito, invece, ebbro della soddisfazione di averla colta in castagna si abbandonò ad ogni genere di lussuria finché un giorno non toccò a lui essere scoperto. Quando la moglie, devastata dalla sua di scoperta, gli contestò gli accaduti, avvenuti non con una ma con tre o quattro donne diverse lui le disse: “non ho sensi di colpa perché non ho fatto niente di male e non ti ho tolto niente”. E questo lo diceva perché aveva convinto la moglie che le sue non erano state scappatelle erotiche ma solo giochi innocenti ed esclusivamente verbali.

La moglie, però, soffriva a più non posso perché le circostanze della scoperta erano state particolarmente imbarazzanti e lei avrebbe accettato più volentieri una virile “scappatella” che quel coinvolgimento emotivo che, oltretutto, era stato il principale motivo di rimprovero del marito quando aveva scoperto la tresca a senso unico della moglie.

Ella aveva visto il marito, nei rapporti con le altre donne, in un modo che non conosceva affatto e che anelava da sempre. Egli era stato con le altre tutto ciò che non era stato con lei, lei aveva avuto l’opportunità e la possibilità di sapere cosa il marito pensasse nella parte più profonda del suo animo e la cosa che più di tutte la distruggeva era la presunzione di non aver fatto nulla, talmente nulla da essere pronto a farlo ancora, magari ponendo soltanto maggiore attenzione ai suoi movimenti.

La consapevolezza di sapere che il marito avrebbe cercato di avere altre storie la induceva a ritenere finito il loro rapporto. Pensò più volte di andarsene e più volte il marito la convinse a restare finché un giorno, stanca, lei gli chiese: “ma perché vuoi stare con me?” e lui le rispose: “perché ti ho scelta”. La donna, a quel punto, gli chiese: “è perché mi hai scelta?” Il marito rimase in silenzio e lei capì che il suo matrimonio era finito.

Questa storia, purtroppo, non finisce che tutti vissero felici e contenti ma con la dolorosa fine di un matrimonio. Lascio a voi decidere il destino dei due ma, secondo me, per nessuno dei due la vita dopo fu facile con buona pace degli amici di lui che ben si guardavano di fare lo stesso con le proprie mogli mentre incoraggiavano lui a meglio conoscere il pianeta donna.

Ed adesso parliamo delle scelte. Il marito sceglie di sposarsi presto, sceglie di fare 4 figli, sceglie di fare un lavoro che non gli piace. Dopo tanti anni se ne pente. Quando deve rispondere alla moglie sul perché voglia stare con lei le dice “perché ti ho scelta”. Non dice “perché ti amo” e nemmeno motiva le ragioni della sua scelta.

Io scelgo di fare il prete. Questo significa che coscientemente rinuncio ad avere una vita sessuale e familiare.

Io scelgo la vacca al mercato. Questo significa che scelgo una cosa, tra le altre, che preferisco, che è mia e nulla mi vieta di scegliere, domani, un’altra vacca al mercato.

Nel primo caso la scelta è radicata in una convinzione che affonda le sue radici nel sentire un qualcosa, nel secondo caso è solo la scelta di una cosa che non ha un valore radicato nei sentimenti.

Nel primo caso non si rimpiangerà di aver rinunciato ad una vita sessuale. Si vive una sola volta e non possiamo fare in una vita tutte le cose che vorremmo. Non possiamo essere scienziati e latin lover nella stessa vita. Io avrei voluto essere musicista, medico, scienziato ed astronauta. Mi devo contentare di essere quello che sono: il frutto di scelte fatte con il cuore e la convinzione. A 15 anni mi privai della gioia di una adolescenza normale. Ma non rimpiango quella gioia. Ne ho avuta un’altra che è stata entusiasmante e gioiosa lo stesso.

La scelta con un valore è quella nella quale ci sono i sentimenti. Una scelta senza valore è quella che facciamo al supermercato.

Quel marito non è vero che non ha tolto nulla a quella donna, le ha tolto l’unico motivo per il quale una coppia deve stare insieme: l’amore. Quel marito non ha detto che aveva scelto la moglie per amore ma solo che l’aveva scelta. In quel momento, quel marito, rinnegava le uniche scelte che aveva fatto nella sua vita, quelle iniziali, che se gli tolsero qualcosa molto altro gli diedero.

Scegliete con il cuore quindi, anche se le scelte dovessero essere dolorose scegliete con il cuore e serbatevi l’altra scelta per quando andate a fare la spesa.

2 pensieri su “Il valore delle scelte

  1. bella storia …. però …. il: “… perché ti ho scelta …” a me non sembra una cosa brutta …. sembra semmai il riassunto di tante cose bellissime …. tra le quali il: ” … ti amo …” …. io per esempio non “sceglierei” mai una persona che non amo. L’amore è solo una parte della scelta. Non tutto. Forse Lui si è spiegato poco, ma anche Lei ha capito poco …. è sempre un tema di comunicazione ….

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