Giovinezza, sinonimo di freschezza (fa anche rima), un qualcosa che è stato fatto da poco. C’è il vino giovane, quello che è appena uscito dal processo di trasformazione del mosto, c’è il formaggio giovane, come il bitto, che è giovane quando è appena prodotto ed arriva anche a 10 anni d’invecchiamento. Ma l’essere umano quand’è veramente giovane? Quando finisce la gioventù ed inizia la vecchiaia?Qual’è il confine tra queste due condizioni? Se si muore a 60 anni si dice che uno è morto giovane ma ai tempi dei romani arrivare a 40 era una scommessa. Un sedicenne vede un ventenne come un uomo maturo, ma un cinquantenne vede ambedue come infanti.
E’ davvero difficile dire quando una persona è “oggettivamente” giovane. Definirne le caratteristiche, le particolarità, non è facile. Uno giovane deve essere immaturo? Ma un quarantenne è giovane? O no? Se tralasciamo l’aspetto puramente biologico, per cui la “gioventù” la possiamo far terminare al verificarsi di un dato fenomeno, per esempio la meno pausa nelle donne, non esiste un dato oggettivo che possa definire univocamente il concetto di gioventù.
Ed allora, in verità, la giovinezza non è più uno stato fisico ma si trasforma in uno stato mentale. Allora puoi trovare un giovane anche in un novantenne perché non saranno le sue stanche membra e non sarà la sua pelle avvizzita a dirci che non è più giovane ma sarà il suo spirito ed il suo stato vitale. Gioventù è entusiasmo, è voglia di progettare, è voglia di crescere ancora. Gioventù è capacità di amare, è voglia di cercare. Gioventù è non arrendersi, è voglia di lottare, è voglia di conoscere. Se la mattina, guardandovi allo specchio mentre compite le vostre rituali abluzioni, vedete in quello specchio un soggetto che ha queste caratteristiche vedrete in questi il quattordicenne che eravate o, se più vi aggrada, il diciottenne. In una stupenda continuità apprezzerete, a dispetto del vostro aspetto, un germoglio e non un fiore avvizzito.
Va da sè che l’opposto di quell’indicativo e non esaustivo elenco di condizioni che vi ho citato è, invece, sinonimo di vecchiaia e quando nulla al mondo potrà solleticare la vostra mente, vorrà dire che la vostra vita è finita e non avrete altro da fare se non completare il vostro patrimonio di conoscenza andando ad esplorare cosa c’è dopo che avremo chiuso gli occhi per sempre.
Dobbiamo “sentirci giovani” per vivere bene, non è necessario “essere giovani” biologicamente.
Quando però l’aspetto esteriore per voi conta di più del resto, se vi entusiasmate se qualcuno vi dice che dimostrate dieci o quindici anni di meno, se pensate che i sentimenti siano confinati in un ristretto lasso di tempo, se cercate di scimmiottare i ragazzi che sono in età puberale mentre voi siete ormai delle persone fisiologicamente più che mature, se non sapete vivere come figli del vostro tempo e tentate di farvi passare come figli del presente, se ritenete di non aver più nulla da imparare nella vita e vi sentite una spanna sopra gli altri in ogni circostanza, se non avete più voglia di lottare e gli eventi negativi sono solo un buon motivo per arrendervi, non illudetevi, potete sembrare giovani ma in realtà siete solo una grottesca rappresentazione di un qualcosa che non è ma vorrebbe essere. Siete solo una persona che non supera i limiti del tempo accettando il suo di tempo ma cerca un impossibile ricollocazione in un tempo che non è il suo.
La vita, quando è vissuta come sarebbe giusto viverla, è armonia, non stona, non è pacchiana, non è eccessiva. Sembrare giovani è la peggiore delle iatture, prima o poi il velo di falsità che “fa sembrare” cadrà e la realtà sarà talmente stridente, violenta e spietata che sarà difficile potersi “sentire giovani”.