Sentimenti 2.0

Essere 2.0 è ormai un must nella nostra società. Devi essere 2.0 perché altrimenti sei vecchio, le cose, tutte le cose, devono essere tecnologicamente avanzate, informatizzate, digitalizzate. E vabbè ma digitalizzare anche l’amore, l’odio e gli altri sentimenti  mi sembra una esagerazione!

Si corteggia via whatsapp, si fa all’amore in maniera virtuale, ci si conosce, ci si frequenta e ci si innamora su Facebook. E si rompono amicizie e relazioni. Oggi non i ragazzi non “si lasciano” bensì “si bloccano”. Oggi l’emotikon rappresenta visivamente uno stato d’animo che prima ci si sforzava a far capire con l’espressione del viso. Quanti di noi hanno passato davanti allo specchio un po’ di tempo per “provare” le facce da utilizzare con i nostri genitori? La faccia piangente, quella delusa, quella felice. Ci si studiava davanti allo specchio per conferire maggior potere comunicativo al nostro viso. Oggi risolviamo tutto con una faccina bella e pronta. La cosa bella è che sugli altri ha lo stesso effetto del viso reale.

Famiglie si ritrovano (virtualmente) amici dimenticati riemergono dalle nebbie dei ricordi e, lentamente, il mondo che ci circonda diventa come quello del film Inception…una pura e modificabile illusione.

In questo mondo illusorio le persone agiscono e vivono come in quello reale e, quindi, che valore hanno le loro azioni? Lo stesso valore che noi gli attribuiamo nella quotidianità concreta o inferiore o addirittura superiore? Il Mahatma Gandhi ha detto: “l’uomo si trova dov’è il suo cuore e non dove si trova il suo corpo” ed in questa frase, penso, ci sia tutta la verità su quest’argomento. Si ama e si odia con il cuore, il corpo è un appendice che ci serve per poter rendere concreti i nostri sentimenti che, altrimenti, rimarrebbero solo nella nostra testa. Il coinvolgimento emotivo fatto di voglia di sentirsi, desiderio l’uno dell’altro, oppure di repulsione, fastidio, sopportazione, se trasmesso via internet ha lo stesso valore di un abbraccio, di un amplesso reale. L’indifferenza, l’odio, i sentimenti negativi, insomma, se virtuali hanno lo stesso valore di quelli reali.

Se quindi amore ed odio, simpatia ed antipatia, desiderio e repulsione hanno lo stesso valore, pensiamo bene a come utilizziamo i nostri moderni mezzi di comunicazione quando esprimiamo dei sentimenti, perché quello che facciamo virtualmente colpisce, piacevolmente o spiacevolmente, i nostri interlocutori come se le nostre azioni fossero reali.

Un pensiero su “Sentimenti 2.0

  1. Una conferma che bisogna essere 2.0. Avevo letto stamattina la bella riflessione su “Dovere e Piacere”; mi apprestavo a esprimere il mio apprezzamento ma ho scoperto che la vena filosofica è prolifica e, ancor più, che c’è stato un cambio di lavoro.E’ risultato evidente che non frequentando i social network, non essendo 2.0, mi perdo molto.
    E’ cosa passata il ritorno alla “a2a”? Con Acerra ha proprio chiuso? Spero di no, anche perché abbiamo ancora un caffè da pendere insieme.
    Quanto a me, non ho condiviso la deriva populista e parolaia (e, quindi,improduttiva) della nuova dirigenza e, come il cinese del proverbio, mi sono seduto sulla riva del fiume. . .
    Spero che ci si possa incontrare. Comunque: in bocca al lupo!

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