Ho 55 anni, e da quando ho coscienza di me ricordo l’esistenza di un movimento femminista. Manifestazioni, proteste, cortei dove si inneggiava all’effetto salvifico della masturbazione in sostituzione dell’odiato membro maschile incapace, a detta delle manifestanti, di provocare piacere “col dito, col dito, l’orgasmo è garantito!” urlavano le belluine femmine incazzate con tutto ciò che di maschile esistesse al mondo. Il “movimento” femminista trasportato ed ingigantito dal montante progressismo in salsa pseudo-socialista (non ho mai capito perché una donna veramente “libera” non potesse essere, che so, liberale piuttosto che conservatore) irruppe sulla scena politica in maniera talmente penetrante che, ad un certo punto, la Repubblica Italiana ritenne di doversi dotare addirittura di un Ministero delle Pari Opportunità per imporre un pari trattamento tra uomini e donne in questa nostra società così troppo maschilista. Oggi le nomine nei Consigli di Amministrazione delle più importanti Società italiane vengono fatte tenendo conto di quante donne ci sono in essi ed il nostro Primo Ministro ha ritenuto di nominare alla presidenza delle Società più importanti delle donne. Quando vai a votare, devi votare almeno per una donna, Insomma, nascere donna, oggi, può essere un vero affare (senza contare che se sposi la persona giusta e poi ti separi è come aver vinto alla lotteria. Veronica Lario docet).
Ebbene, in un panorama nazionale di questa portata, mutuato peraltro, almeno in parte, da esperienze europee e mondiali appare ad un certo punto una certa El James. E’ britannica, nasce cioè nella Nazione della Magna Charta, dei Beatles e della minigonna. Un Paese che ha sempre “innovato” in costumi e tradizioni. Il sogno segreto di tante femministe nostrane per quanto riguarda la parità tra i sessi. Pubblica un libro: “Cinquanta sfumature di grigio” seguito da altre sfumature, di rosso, di nero, per poi concludere il tutto con la rilettura del primo libro fatta dal punto di vista del protagonista maschile. Il tema del libro è la “sottomissione” di una giovane ragazza agli eccentrici voleri sessuali di un giovane miliardario. Sto leggendo cinquanta sfumature di grigio e non riesco a trattenermi dallo scrivere. Nella spalla della quarta di copertina dell’edizione italiana compare la foto dell’autrice dalla quale puoi apprezzare che si tratta di una donna abbastanza “in carne” e non certamente ascrivibile alla categoria delle “femmes fatales”. Dedica il libro al marito che chiama “signore del suo universo” e si premura di ringraziarlo per il sostegno, per il primo editing e per essere “l’angelo del focolare” della sua casa.
Ha due figli. Provo grande pena per loro.
Il libro è sostanzialmente la trasposizione in prosa di una serie di clip pornografiche facilmente reperibili sul sito porno per eccellenza yuoporn. Non riesco a capirne il valore letterario, non riesco ad apprezzare l’innovazione o la portata di “rottura degli antichi schemi” dello scritto. Ma comunque ognuno è libero di scrivere quel che vuole, ognuno è libero di riuscire a pubblicare quello che vuole e non sono certo io il bacchettone che inorridisce per i contenuti erotici di un libro. La cosa che mi spinge a scrivere stasera, che sono arrivato quasi a metà del libro che non divoro e non mi appassiona è un’altra: normalmente questi libri sono confinati in un angolo semibuio delle librerie negli scaffali della “letteratura erotica” che, spesso, neanche è segnalata. Il pubblico che li legge è limitato nel numero, appassionati del settore, onanisti abituali per tendenza o necessità, qualche disturbato mentale e tutta quella variegata umanità che, per varie ragioni, ama sognare il sesso piuttosto che praticarlo. Mai ho visto libri di tal genere conquistare il titolo di “best seller” mai li ho visti esposti all’Autogrill o nella vetrina della Feltrinelli. Invece questo si. Milioni di donne, dicono le cronache, hanno letto e sognato questo libro. Milioni di donne hanno sognato di essere l’Anastasia del libro. Come è possibile tutto ciò?
Donne hanno discusso del libro, lo hanno commentato e si sono scambiate sorrisetti ammiccanti parlando delle pagine più “hot”, altre hanno eletto qualche uomo a loro vicino come novello Christian Grey ed hanno sognato nottate infuocate nel segno della sottomissione. Altre ancora sono andate a letto ed hanno…onanistcamente…ripercorso le pagine del libro. Le più insoddisfatte hanno paragonato il possente Christian al proprio compagno bollando quest’ultimo, conseguentemente, come incapace e, per certi versi, disgustoso partner.
Tutte hanno gettato nella spazzatura gli anni di lotte e di riscossa sociale del femminismo mondiale.
Una storia a dir poco offensiva della donna che nel libro, attraverso la protagonista, diventa schiava sessuale di un uomo, che viene legata, frustata, che si deve prestare senza indugio e senza limiti alle fantasie sessuali del “Dominatore” viene elevata a modello da donne che magari, nell’intimo del loro rapporto di coppia, brillano per banalità, asessuata freddezza e pudiche ritrosie.
Un assurdo. Mi domando quante delle donne che gridavano nei cortei femministi: “col dito, col dito, l’orgasmo è garantito” hanno oggi letto ed apprezzato questo libro. Una pena ed un senso di desolante vuoto mi pervadono.
Provo un istintivo senso di repulsione per quelle donne comprese negli astronomici numeri delle lettrici che hanno apprezzato, riso, imitato o si sono semplicemente rilassate leggendo queste cinquanta sfumature di…squallore.