Il totem ovvero, secondo Wikipedia: “una entità naturale o soprannaturale che ha un significato simbolico particolare per una singola persona o clan o tribù”. Ovvero ancora, a giudizio di chi scrive, quando l’idea di una cosa prende il sopravvento sul buon senso e la “temperanza” di platonica memoria cede il passo alla intemperanza dei nostri tempi, quando l’idea diventa ideologia e l’opinione dogma.E così si rifiuta la discussione, si diventa ciechi e si perdono le cose più importanti di cui siamo in possesso per poter crescere ed arricchire la nostra conoscenza: il dubbio, la curiosità e la consapevolezza dell’enorme ignoranza tipica dell’essere umano. Si perde cioè quella molla rappresentata da quel meraviglioso pensiero Socratico che recita: “io so solo una cosa: so di nulla sapere”. Quando si ha un totem, il tutto è nel totem, non hai bisogno di nient’altro se non del tuo totem. Il totem non si discute, non si migliora, al limite si abbellisce affinché il proprio totem sia più bello di quello degli altri ma rimane totalizzante, nel totem c’è tutta la conoscenza di cui si ha bisogno e guai metterlo in discussione.
La religione può essere un totem, la politica può essere un totem, tutto ciò che non ammette discussioni è un totem. L’etica è un totem e le dittature, infatti, rappresentano lo Stato etico per eccellenza dove il comportamento è uniformato, dove non si discute dove il dittatore è egli stesso il totem.
I signori del “no” con i loro Comitati trattano le loro idee come dei totem, i rivoluzionari sono adoratori di totem, i violenti che impongono le loro idee agitano i loro totem come clave per uccidere e distruggere.
Ci sono poi i totem per tutti i giorni, piccoli totem tascabili, convinzioni radicate ed inossidabili e tutti noi abbiamo un totem nascosto nell’animo. Mia madre ha Napoli: lei non vede difetti e non accetta paragoni, una mia amica ha la sua casa: per lei è una conquista e non si può mettere in discussione sarà bella in eterno anche se completamente sfasciata, un mio amico ha la sua squadra di calcio: è sempre la migliore anche se perde tre partite di fila.
Liberiamoci dei nostri totem, accettiamo la discussione, mettiamoci in gioco ed in discussione ogni giorno, facciamoci rodere dal dubbio, cerchiamo la conoscenza.
Il totem è prigione, il totem non è libertà il totem era tipico delle società primitive e ci si rifugiava quando non si riusciva a comprendere i fenomeni dell’universo.
Noi non ne abbiamo bisogno, esseri umani del terzo millennio dobbiamo essere bambini nella ricerca della conoscenza e saggi anziani nell’affrontare le discussioni, capaci di accettare gli insegnamenti di chi sembra meno “in gamba” di noi e di ascoltare anche chi non la pensa come noi.
Usciamo dal tronco d’albero cavo trasformato in totem e lasciamoci carezzare il viso dal vento della conoscenza e trasportare dall’uragano delle emozioni che la conoscenza ci trasmette.